Le storie più belle nascono all’improvviso. E per Brenda Bettioli è stato davvero così, col destino che ha (ri)bussato alla sua porta sotto forma di una telefonata inattesa in un tranquillo lunedì di lavoro. “Pensavo fosse il solito paziente”, racconta la giocatrice e fisioterapista. E invece, dall’altra parte del filo, c’era il Ct Alfredo Paniccia. “Pur non essendo inizialmente tra le convocate, mi offriva la possibilità di aggregarmi al gruppo in extremis e giocarmi la chiamata per la Slovenia. Si trattava di fare la valigia e partire l’indomani, cosa che naturalmente ho fatto. Un allenatore diverso, un nuovo ambiente: desideravo tanto fare questa esperienza”. E l’emozione è stata doppia quando l’Italia, anche grazie alle sue prestazioni “monstre”, ha tagliato il traguardo della prima qualificazione all’Europeo. “In quel momento mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Formula allargata non significava posto assicurato: chi lo pensa non ha idea di quanto sia cambiato il contesto internazionale e di quanto ogni squadra stia lavorando per migliorarsi. Quel pass ce lo siamo guadagnato, cercando a nostra volta di alzare l’asticella. La Spagna resta sempre la Spagna, ma l’abbiamo affrontata alla pari. Prima capitava di incrociarle e neanche ci guardavano, ora non siamo più invisibili. C’è rispetto: è cambiata la considerazione che hanno dell’Italia, ci vedono come una Nazionale in grado di competere”.
Dall’Azzurro dell’Italia al giallorosso del TikiTaka Adriatica, che ha confermato il secondo posto in goleada contro l’Altamura. “In queste prime giornate abbiamo affrontato due scontri al vertice, uno vinto col Bitonto e un altro perso col CMB. E su quest’ultimo mi rimane un po’ di rammarico, perché so che col pallone tra i piedi potevamo fare di più. Ad una fase difensiva efficace, capace di arginare le loro costruzioni, non siamo riuscite ad affiancare anche un buon possesso. E se contro di loro non vai in profondità, se non le “minacci”, prima o poi prendono il controllo della gara. Ci può stare contro la squadra che ha il tricolore sul petto, ma - allarga lo sguardo la numero 11 - parlando più in generale, stiamo sicuramente facendo un bel percorso”.
La prossima prova si chiama Women Roma e per Bettioli vale già un pezzo di futuro. “A mio avviso la lotta per le prime 4 posizioni sarà col Falconara, con la Lazio e con le giallorosse. Ecco perché vincere a Roma può essere importante: dopo tanti anni, sarebbe bello riuscire a qualificarci per la Coppa come teste di serie”. Ma occhio al futsal delle capitoline. “Primo perché ha ottime individualità e poi perché l’impronta di Cely è ancora evidente in tanti principi, sia offensivi che difensivi. È una squadra che ha dato continuità al passato e quindi sa bene come muoversi in campo: non sarà facile tornare a casa con i tre punti, ma ce la metteremo tutta”.
Intanto, l’Azzurro continua a regalarle emozioni anche attraverso le compagne Gallus e Negri, arrivate in semifinale con l’Italia ai Giochi Olimpici Giovanili. “Ho visto le partite e mi sono emozionata: è una competizione che mostra il lato più puro di questo sport e sono rimasta positivamente colpita dal livello di alcune Nazionali come il Venezuela e l’Ucraina, oltre naturalmente all’Italia. Faccio il mio in bocca al lupo a Sharon e Sofia per la loro avventura. E poi un augurio lo faccio proprio al futsal, con la speranza che un giorno possa finalmente essere riconosciuto come sport olimpico”.
Foto: Luzzi/FIFA
Redazione C5 Live
Dall’Azzurro al TikiTaka Adriatica, Bettioli non vuole fermarsi: “Importante fare risultato a Roma”














