C'è un filo sottile che unisce il calore di casa all'adrenalina del parquet. Per Federica De Sarro, quel filo porta il nome di Luigi Barrilà, zio-presidente che dall’anno scorso si è preso a cuore il Lamezia Futsal: un po’ per amore della nipote, un po’ per l’amore della città.
“È una figura di riferimento fondamentale nella mia vita. Quando siamo con la squadra, però, lui è il massimo dirigente e io una giocatrice. Anzi, le ramanzine sono tutte per me, ma ammetto di essere anche quella che fa più danni... Grazie al suo impegno e al suo perfezionismo, oggi facciamo parte di un progetto sano, capace di mostrare Lamezia Terme per quella che è: una bellissima piazza. Nessuno ci chiede la luna, dobbiamo solo divertirci e fare le cose per bene”.
Una richiesta perfettamente rispettata dalle biancoverdi, salite a quota 9 dopo il 3-2 inflitto al Rione Cicalesi. “Il loro campo è molto piccolo, abbiamo capito subito che avremmo fatto fatica ad adattarci. Ma abbiamo attaccato di continuo fino al gol. Una volta subito il pareggio, la gara si è fatta dura e dopo il rosso a Mallda siamo andate sotto”. Partita finita? Neanche per sogno. “È stato proprio a quel punto che ci siamo unite ancora di più: in campo ci incitavamo a vicenda, dalla panchina ci sostenevano tutti. Impossibile perdere con una spinta emotiva del genere. E infatti l’abbiamo ribaltata a 2’ dalla fine: giro palla, imbucata e conclusione del centrale a rimorchio. Un gol in pieno Mardente style”.
Un’impronta chiarissima, quella di Gigi. “In campo è il mio allenatore, fuori è una delle persone a cui sono più legata. Sono sempre stata innamorata del futsal, ma - da quando lo conosco - lo sono ancora di più, perché la sua passione è incredibile. Con lui sto crescendo tanto sportivamente e sta provando anche a lavorare sulla mia testa. Un limite? Se non faccio qualcosa di buono nei primi cinque minuti di gioco, rischio di andare in tilt. È successo anche domenica. Le compagne, però, mi sono state vicine e il gol mi ha aiutata a ritrovare fiducia”.
Voglio renderti felice: questo ha scritto Federica a Gigi in un momento in cui la palla non voleva proprio entrare. “Era un mese e mezzo che non segnavo né in amichevole né in allenamento e, da pivot, quel blocco cominciava a pesarmi. Avevo paura di deluderlo, perciò volevo dirgli che avrei continuato a lavorare: non solo per me, ma soprattutto per far vedere agli altri quanto sia bravo nel suo lavoro”. Anche il tempo che Federica trascorre a casa, alla fine, è scandito dal futsal. “Con mio padre i discorsi sono soprattutto tecnici, quindi me la cavo. Mia madre, invece, guarda più che altro l’atteggiamento e allora sono guai. Vederla sugli spalti con la mia maglia addosso è comunque bellissimo”.
I nonni Giovanna e Antonio, 85 e 91 anni rispettivamente, si occupano invece dell’“alimentazione” del Lamezia. “Alcune compagne abitano al piano di sopra: basta scendere le scale per trovare un piatto caldo ad aspettarle. Mangiano, fanno quattro chiacchiere e poi scappano all’allenamento: per loro è qualcosa di straordinario, per noi è la normalità”. Domenica prossima un po’ di riposo, poi si ripartirà contro la Meta Catania. “Siamo assolutamente serene - conclude De Sarro, prima di un ultimo pensiero verso il Lamezia -. Ci tengo a ringraziare dirigenza, staff e squadra per l’impegno quotidiano: siamo un gruppo meraviglioso, continuiamo così”.
Foto: Chiara Tomaino
Redazione C5 Live
Lamezia Futsal, l'orgoglio di Federica De Sarro: "Questo progetto dà valore alla mia città"













