Senza sapere se, come e quando Mariana Dimaria sarebbe tornata in campo, la Solarity aveva già deciso: Under 19 e scuola calcio sarebbero rimaste nelle mani dell'argentina. Con una speranza mai trasformata in condizione: rivederla, prima o poi, anche con gli scarpini ai piedi.
“Due anni fa sono stata operata al tallone - spiega -, ma l'intervento non è stato risolutivo e ho dovuto sottopormi a una seconda operazione a Mendoza. Sono stata molto sincera sin dall'inizio riguardo ai dolori che continuavo ad avere e alle incognite del mio percorso di recupero. Ma il fatto che la Solarity mi abbia richiamata a scatola chiusa la dice lunga sulla sana follia che le dirigenti hanno in testa - ride, prima di tornare seria -. Mi chiedevo perché continuassero a volermi, nonostante l'infortunio. Ma loro non hanno mai vacillato: fin dal primo momento mi hanno detto che mi avrebbero aspettata e che, se avessi accettato, per me ci sarebbe sempre stato un posto”.
E la storia, neanche a dirlo, è ripartita con ancora più energia. “L'attuale Under 19 è un mix tra l'Under 17 che lo scorso anno ha vinto il campionato veneto e alcune ragazze della Serie C. È un gruppo che si conosce da diversi anni, con giocatrici convocate anche in prima squadra. Lavorare con loro è un lusso: non soltanto per quello che sanno fare con il pallone, ma soprattutto per le ragazze che sono. Mi ascoltano, hanno voglia di crescere e questo mi permette di spingermi sempre un po' più in là negli allenamenti. Non ho paura di proporre idee magari lontane dalla loro cultura: le accolgono, le abbracciano e le fanno proprie. È una cosa bellissima”.Alle porte c'è l'esordio in campionato contro l'Audace Verona, ma al di là del risultato le giallonere avranno un solo, imprescindibile principio guida: never give up. “Prima di ogni allenamento faccio sempre un piccolo discorso e il succo di quello che provo a trasmettere è proprio nel nostro motto: non conta quale sia il risultato, l'importante è non arrendersi mai. È questa l'impronta che vogliamo dare a tutte le categorie giovanili”.
Per la prima squadra, intanto, archiviato il turno di riposo sarà tempo di affrontare la lunga trasferta sul campo dell'Ittiri. “Andremo lì cercando di fare una bella partita e di dare continuità al progetto tecnico avviato con Tyta. Per noi è stata la scelta giusta e naturale: è stata bravissima a mantenere tutto quello che avevamo imparato, aggiungendo sempre qualcosa di suo al nostro bagaglio”. Gli infortuni di Meraviglia e della stessa Dimaria, entrambe sulla via del recupero, non cambiano la direzione della Solarity. “Sappiamo che sarà più difficile con le rotazioni contate, ma l'obiettivo resta il raggiungimento dei playoff. Bisogna sempre sognare in grande, senza paura che sia... troppo in grande”.
Lo sguardo è rivolto verso l'alto, ma le radici affondano sempre più profondamente in una terra che, all'inizio, l'aveva quasi intimorita. “La prima volta che ho visto queste montagne mi sembrava che mi venissero addosso. Poi ho capito che non sono una chiusura, ma una protezione. Oggi mi sento abbracciata da una comunità che è la mia casa in Italia. Dalla famiglia Vauthier a quella Tarabini, fino a zia Maria e a tutti coloro che mi hanno accolta: sono loro a rendere speciale questo posto. Non puoi dire di conoscere davvero la Valtellina senza conoscere la sua gente meravigliosa”.
Foto: Annalisa Bigiotti
Redazione C5 Live














