Due stagioni in Serie A, un percorso di maturazione e tante esperienze da mettere a frutto. Poi la scelta di tornare alla Virtus Cap San Michele. Ma per Arianna Piccinno non è stata “semplicemente” una questione di nostalgia.
“Giocare nella massima categoria è stato bellissimo, un’avventura importante per la mia carriera e un obiettivo personale che volevo raggiungere. Ma - ammette a cuore aperto - avevo bisogno di umanità, di tornare a qualcosa che non riuscivo più a vedere e sentire. Volevo unire una delle cose che più amo al mondo, il futsal, a una dimensione umana che per me è fondamentale. E in ultimo luogo metto anche l’esigenza di conciliare meglio tutto con gli impegni lavorativi”.
Di tempo non ne è trascorso molto, ma quella che torna in biancazzurro è un’Arianna molto diversa dalla giocatrice che era partita poco dopo il trionfo in Coppa a Prato. “Era inevitabile. Calcisticamente ho raggiunto una maturità diversa, frutto del lavoro svolto e del confronto con compagne, ma anche avversarie, di alto livello. Chi mi è stata più vicina in tutto questo? Di sicuro Ricottini, che mi ha salvata emotivamente e in campo lontana da casa, ma anche compagne che hanno condiviso con me l’esperienza dello scorso anno: sono amiche che mi hanno insegnato a essere lucida, a distinguere quello che succede sul parquet da ciò che ti porti dietro come persona. Spero che tutto il mio vissuto, ora, possa essere d’aiuto anche alla Virtus”.
Prima il successo con la Ternana, poi il ko in casa del Foligno: l’avvio di campionato delle biancazzurre ha avuto fin qui un sapore dolceamaro. “In Umbria non avevamo iniziato affatto male - racconta l’autrice del momentaneo 0-1 -. Nella prima parte abbiamo creato occasioni, fatto girare bene il pallone e tenuto in mano il gioco. Poi si è spenta la luce. Non cerco alibi, perché non ci sono belle parole per descrivere quello che è successo domenica. Sono tanti i tasselli che non sono andati al loro posto”. E le assenze, in tal senso, non sono un’attenuante. “Avere ai box Cangiano e Difonzo, senza considerare il rientro solo in extremis di Barile, non è facile, parlo sia degli allenamenti, sia - naturalmente - delle partite. Ma la rosa è lunga, non possiamo nasconderci dietro queste difficoltà. Fisicamente loro hanno avuto qualcosa in più, mentre noi siamo entrate in un circolo negativo dal quale non siamo più uscite, se non quando il danno ormai era fatto”.
Un passaggio a vuoto che potrebbe però avere un risvolto positivo in vista della trasferta di Avezzano. “Paradossalmente sono contenta che sia arrivato questo schiaffo. È vero che venivamo da una vittoria, ma c’erano comunque state situazioni sulle quali non ci eravamo soffermate abbastanza. Il fatto che questo ko sia arrivato già alla seconda giornata ci ha permesso di analizzarle meglio e di capire subito dove intervenire”. All’analisi, però, dovranno obbligatoriamente seguire i fatti. “Chiaro che con la Sivel dobbiamo reagire, perché non possiamo permetterci di subire ancora come contro il Foligno. Mi auguro di fare bene - conclude Piccinno - per questo gruppo e per la dirigenza: persone con questa testa e questo cuore meritano di raccogliere risultati. E spero che Difonzo torni presto in campo, la sua presenza è fondamentale".
Redazione C5 Live
Arianna Piccinno, ritorno al futuro con la Virtus Cap San Michele: "Qui c'è umanità. Il ko col Foligno ci servirà per reagire"














