Se la sconfitta all’esordio non era nei programmi, la reazione in trasferta è stata quella giusta: 3-0 a domicilio al Team Scaletta, grazie alla doppietta di De Sarro e alla prima rete di Mallda Habib Mohamed in biancoverde. E ora sì che il campionato del Lamezia Futsal può davvero cominciare.
“Dopo tutto il lavoro fatto durante la preparazione, non ci aspettavamo una falsa partenza, ma ci sono partite in cui la palla non vuole proprio entrare - dice riferendosi al ko di misura con lo Spartak -. Contro lo Scaletta, invece, siamo state noi stesse: abbiamo giocato senza pressioni, una accanto all'altra, aiutandoci in ogni situazione. Anche il rientro delle due giocatrici ungheresi ci ha dato una grande mano. Avevamo bisogno di sbloccarci e questa vittoria ci permette di lavorare con maggiore tranquillità. Il gol? Quando arriva è una soddisfazione personale, ma il futsal è uno sport di squadra e per me conta solo il risultato collettivo. Quando stiamo bene insieme e ci aiutiamo, siamo davvero forti”.
Nata a Ceuta, in Spagna, e con origini marocchine da parte del nonno, Mallda ha iniziato a giocare tra le strade della sua città sin da piccolissima. “Scalza o in ciabatte non ha mai fatto alcuna differenza, ma al calcio a 11 ho sempre preferito il futsal: essendo una giocatrice molto tecnica, mi piace avere il pallone tra i piedi ed essere sempre coinvolta nel gioco, altrimenti mi sembra di perdere tempo”. E che sia una ragazza determinata lo racconta il suo stesso percorso: Mallda ha soltanto 15 anni quando lascia casa per rispondere alla chiamata del Puertollano, club alle porte di Madrid, e ne ha appena 20 quando decide di trasferirsi in Italia. Due scelte importanti, affrontate con il coraggio di chi non ha paura di mettersi alla prova. “Se ci ripenso ora, ero davvero una bambina. Mia mamma pensava fossi pazza ad accettare, mio padre invece era felice. All'inizio era tutto difficile e bruciavo qualsiasi piatto provassi a preparare, poi però - grazie alle giuste figure di riferimento delle quali ho avuto la fortuna di circondarmi - ho imparato a fare tutto. Certe esperienze ti fanno crescere in fretta”. Anche l'Italia ha rappresentato un bel banco di prova. “Sono stata presa per la gola - ride Mallda -, perché non potrei mai vivere in un posto dove non si mangia bene. Poi mi sono abituata a tutto il resto: una nuova lingua, nuove persone, tanti cambiamenti”. Prima il CMB e una stagione culminata con la promozione in Serie A, poi il Napoli e, l'anno successivo, il Veglie, alla cui salvezza ha contribuito in maniera determinante: ben 29 reti realizzate e il titolo di capocannoniere del girone.
Numeri che non sono passati inosservati, neanche al Lamezia Futsal. Ma dietro al sì di Mallda c'è soprattutto un nome: Gigi Mardente.
“Sono venuta qui per lui perché è una persona dalla quale so di poter imparare tanto a livello tattico. Anche se dovesse finire tutto domani, e non è assolutamente questo il caso, so già che mi porterei dietro qualcosa di positivo. Per me è importante trovare persone che possano essere un esempio e aiutarmi a migliorare, così come è stato in passato con Rispoli e Lanteri”. Una fiducia tale da respingere anche le proposte arrivate dalla massima categoria. “Sto dando priorità alla mia crescita e al progetto. La Serie A per ora può aspettare e, se in futuro arriverà un'altra occasione, mi piacerebbe che fosse proprio con il Lamezia. Sono qui perché credo in questo percorso”. Ora la sfida casalinga con l'Agira, poi la trasferta sul campo del Rione Cicalesi che chiuderà il primo mese di campionato in biancoverde. “Vogliamo lottare per arrivare fino in fondo perché la società è presente e la squadra è competitiva. Ma solo unite possiamo arrivare lontano”.
Foto: Chiara Tomaino
Redazione C5 Live














