Bom jogo, buona gara. O meglio, in bocca al lupo. Questa volta gliel’ha detto da vicino, guardandola negli occhi. Nessuna distanza a separarli. Roberto ha voluto esserci a tutti i costi. Pur non amando affatto gli aerei, ne ha prenotato uno da San Paolo, e pur non conoscendo affatto la lingua, si è imbarcato da solo: destinazione Genzano, Final Eight di Coppa Italia. Un volto nuovo tra tanti, poi - quando Debora ha segnato ed è corsa ad abbracciarlo - nessuno ha avuto più dubbi: è papà Vanin, è papà Vanin!
“Vederlo sugli spalti è stato bellissimo. Lui con la sciarpa del CMB, la maglia e tutta la sua energia. Mi ha ricordato quando ero bambina e giocavo nella Female. Mi è sempre stato vicino nel futsal. Ed è grazie a lui che ho scoperto questo meraviglioso sport e continuo a giocare con il suo supporto”.
È accompagnandolo nelle partite amatoriali tra amici, una bimba in mezzo ai grandi, che è nato il soprannome di “miuda”. E ora che entrambi sono cresciuti, insieme continuano a formare una squadra fortissima.
“Sotto per 3-1 contro la Kick Off giuro di aver pensato: “E ora, se perdiamo, come farò con papà? Non potrò mai più portarlo a vedere una Coppa…”, ride. “C’è stato un po’ di “pé frio”, come diciamo noi brasiliani: ho voluto che venisse per festeggiare insieme e invece stava per andare tutto all’aria. Ma alla fine ci abbiamo riso su, ha portato fortuna e adesso dovrò portarlo con me tutte le volte. Quando ho segnato il quarto gol e l’ho visto con le braccia aperte ad aspettarmi, mi è venuto da piangere: quell’immagine rappresenta uno dei momenti più belli della mia carriera”.
Una carriera che ora conta un trofeo in più: la Coppa Italia vinta col CMB, da MVP. “Forse devo ancora realizzare bene… La Final Eight è una competizione molto difficile sotto tanti punti di vista e la settimana prima ero in ansia per tanti motivi: papà in arrivo in Italia per la prima volta, da solo, quei dolori al ginocchio che non volevano saperne di sparire, e tanto altro anche se meno importante. Ma ora - sorride - sono felice il doppio, anzi il triplo: per papà, per la Coppa e per tutta la società”.
Foto: Beatrice Cirronis/Divisione Calcio a 5
Anita Ferrante















