Diciotto candeline appena spente e un desiderio che Stefania Coda non ha alcuna intenzione di svelare. “Posso dire solo che riguarda il futsal”, sorride il giovane portiere del Bitonto, consapevole che l’argomento non sia mai stato in discussione. Tutta la sua vita, del resto, ruota attorno a quel 40x20 che calca fin da piccolissima: l’esordio in Serie A a soli 16 anni, le innumerevoli finali in maglia neroverde, l'esperienza da protagonista alle KINTO Futsal Future Cup e le meritate convocazioni nella Rappresentativa Nazionale. L'unico neo in questo avvio di stagione è l'impossibilità di volare a Dakar con il tricolore per limiti anagrafici. “Peccato davvero non poterci essere, ma conosco bene tutte le ragazze e auguro loro di godersi un’esperienza che sarà sicuramente unica”.
Dal pensiero per le Azzurrine, il focus si sposta immediatamente sul campionato. Il Bitonto è chiamato a rialzare la testa dopo il 4-2 incassato contro il Falconara e il riscatto passa per il derby sul campo dell’Altamura. “Sabato scorso non ha funzionato l’approccio. Inoltre siamo state un po’ lente in difesa, mentre la frenesia in attacco ci ha portate a essere troppo imprecise sotto porta. Nella ripresa le cose sono andate meglio e, sfruttando il portiere di movimento, siamo arrivate vicine alla rimonta”. Ormai, però, si guarda solo avanti “Con l’Altamura vogliamo assolutamente vincere. Quei tre punti in palio sono fondamentali sia per muovere la classifica che per ritrovare il morale”.
Se nell'Under 19 guidata da Lucileia rappresenta il punto fermo assoluto di una squadra “unita e con un grande potenziale”, in prima squadra Stefania sta costruendo il suo futuro accanto a Denise Carturan. “Tra noi si è creato subito un bellissimo rapporto, ci consigliamo sempre. La sua esperienza mi aiuta a migliorare”. Ma c’è anche l’imprescindibile contributo del preparatore dei portieri Mimmo Di Bari. “Con lui sono diventata una giocatrice più reattiva e in grado di leggere più velocemente le situazioni di gioco. Il salto più evidente, però, è dal punto di vista mentale: prima mi bastava un errore per buttarmi giù perché da portiere, quando prendi gol, non hai le stesse occasioni di riscatto di una giocatrice di movimento. Ora ho imparato a resettare subito: se continui a pensarci, perdi la concentrazione”. Una consapevolezza che sa di maturità. E se il desiderio del compleanno rimane rigorosamente segreto, l’ambizione è impossibile da nascondere: “So di aver già vissuto esperienze importanti, ma voglio puntare sempre più in alto. E so che posso riuscirci”.
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Redazione C5 Live















