Orange, l'Under 19 ribalta il MestreFenice al ritorno. E vola in Final Four

Orange, l'Under 19 ribalta il MestreFenice al ritorno. E vola in Final Four

Ci sono stagioni in cui tutto sembra andare nella direzione giusta. In cui ogni pallone pesa il doppio, ogni episodio gira bene e ogni partita sembra alimentare ancora di più la convinzione di poter arrivare fino in fondo. Ma non è fortuna. Non è un caso. È la voglia feroce di crederci sempre, di puntare al bersaglio grosso in ogni azione, in ogni contrasto, in ogni occasione.

La sfida contro il Mestre è di quelle da cuori forti. Il risultato dell’andata non lascia spazio ai calcoli: servono due reti di scarto per continuare a inseguire il sogno tricolore. E l’Asti parte subito con il fuoco addosso. Alves, fresco di convocazione in nazionale, apre le danze, poi Angelino sfonda in percussione e il PalaBrumar esplode. Sul 2-0 sembra quasi che il pomeriggio possa mettersi in discesa, ma il Mestre dimostra immediatamente di essere squadra vera. Ci pensa Ruzzene, anche lui appena convocato in azzurro, a riaprire tutto con una giocata magistrale e un tunnel da applausi. L’Asti però non si ferma e continua a spingere con rabbia e qualità. Alves e Caracciolo allungano ancora e sul 4-1 gli orange sembrano avere la qualificazione in mano. Ma le grandi partite non finiscono mai troppo presto. Forse l’Asti si rilassa per un attimo, forse il Mestre semplicemente decide di non arrendersi. Fatto sta che ancora Ruzzene sale in cattedra e trova una rete meravigliosa che si infila all’incrocio togliendo letteralmente le ragnatele. Il primo tempo si chiude in perfetto equilibrio tra andata e ritorno. Tutto ancora aperto. Tutto ancora da decidere.

Nella ripresa la tensione si sente in ogni pallone. Le due squadre si studiano di più, si coprono meglio, combattono sapendo che un solo episodio può cambiare la stagione. Ed è ancora Ruzzene a riaccendere tutto con un’altra giocata da campione. Il numero sette del Mestre tenta ancora il bis, ma stavolta Vercelli è straordinario e si oppone con un intervento decisivo che tiene in piedi l’Asti. Poi arriva il momento dei leader. Sale in cattedra Merlo, il capitano, che lascia partire uno dei suoi mancini velenosi e fulmina il portiere avversario facendo esplodere il PalaBrumar. Ma il meglio deve ancora arrivare. A 34 secondi dalla sirena, quando le gambe non ne hanno più e il cuore batte più forte del fiato, è ancora Alves a trovare la rete che vale una stagione. Il gol che spalanca le porte di Guastalla e trasforma questo pomeriggio in qualcosa che resterà nella memoria di tutti.

Quando finisce, sul parquet restano ventiquattro giocatori svuotati, piegati dalla fatica e dall’intensità di una battaglia meravigliosa. Restano gli applausi del pubblico, il boato del PalaBrumar e l’abbraccio di una squadra che continua a spingersi oltre i propri limiti. Bellissime anche le parole di Patanè, dolci per i suoi ragazzi ma piene di rispetto anche per il Mestre, protagonista di una partita straordinaria. Ora Asti continua a inseguire il proprio sogno, sperando di cucirsi addosso quel triangolino tricolore già dalla prossima settimana. Ma una cosa è certa: questo spirito orange, ormai, è già tatuato nell’anima di questa squadra.


Ufficio Stampa Orange Asti