Solarity, Anna Ceruti e la crescita psico-fisica delle giallonere: “Ragazze esemplari sotto tutti i punti di vista”

Solarity, Anna Ceruti e la crescita psico-fisica delle giallonere: “Ragazze esemplari sotto tutti i punti di vista”

Se la Solarity è arrivata così lontano è anche per merito di colei che si è occupata di mettere benzina nei muscoli delle giallonere: parliamo di Anna Ceruti, preparatrice atletica approdata a Talamona quasi per caso e ora punto di riferimento all’interno dello staff.
“Non arrivo dal futsal giocato, ma dalla preparazione atletica negli sport di resistenza e di squadra, e tuttora alleno atleti di corsa, triathlon e sci di fondo: questo mi ha permesso di portare una sensibilità particolare alla gestione dei carichi, alla prevenzione degli infortuni e alla programmazione per tutta la stagione. Qualche anno fa, quando ero in California, studiavo esercizi di sviluppo della potenza e di prevenzione infortuni specifici per il calcio, per adattarli agli atleti della squadra di sci di fondo che allenavo. Ironicamente, quel background è tornato utilissimo oggi, lavorando direttamente con le calciatrici della Solarity: molte di quelle idee sono diventate la base del lavoro che facciamo in campo”.

E i risultati si sono visti sul campo, sia in regular season che nei playoff.
“È stata sicuramente la miglior stagione, ma per me il valore più grande è la continua crescita, sia individuale sia di squadra, che le ragazze hanno mostrato nel corso dell’anno. Non è stato un percorso sempre lineare, però abbiamo saputo costruire, mese dopo mese, una base fisica che ci permettesse di essere competitive nei momenti chiave. Anche in un contesto non sempre semplice da armonizzare al 100% sul piano atletico e tecnico‑tattico, le ragazze sono state bravissime a trasformare il lavoro svolto “dietro le quinte” in prestazioni solide in campo”.
Massimo impegno da parte di tutto il gruppo. “Dal punto di vista atletico ho visto una squadra in grado di sostenere ritmi elevati e di ripetere sforzi intensi per tutta la stagione. Le ragazze hanno risposto molto bene alle proposte, mostrando grande professionalità sia in allenamento sia nella cura di tutto ciò che c’è intorno: recupero, prevenzione, gestione dei carichi. Abbiamo avuto anche diversi infortuni da gestire lungo il percorso e, in generale, le ragazze sono state davvero esemplari: si sono impegnate nei programmi di recupero, hanno accettato di fermarsi quando necessario e di rispettare i tempi di rientro. In alcune fasi ho dovuto ricalibrare spesso il lavoro in base alla situazione reale del gruppo, e la loro disponibilità ad adattarsi e a fidarsi del processo, secondo me, ha fatto davvero la differenza”.

Anche le lunghe pause imposte dal campionato sono state un fattore da considerare.
“Un calendario spezzettato rende sicuramente più delicata la programmazione, soprattutto se l’obiettivo è arrivare in forma nei momenti decisivi senza bruciare energie prima. Da parte mia - continua Ceruti - l’idea è sempre quella di costruire dei picchi di forma in corrispondenza dei periodi chiave, e quest’anno abbiamo dovuto farlo dentro una struttura di calendario particolare. Allo stesso tempo, queste interruzioni possono diventare anche un’opportunità: permettono di inserire, quando serve, blocchi di carico più importanti oppure momenti di recupero mirato, invece di rimanere entro i soli limiti del lavoro di mantenimento e rifinitura pre‑gara. Abbiamo cercato di mantenere una linea guida chiara: evitare i sali‑scendi, alternare fasi di carico a momenti di richiamo e inserire il più possibile contenuti specifici per il futsal. Proprio da questa esperienza nascono molti spunti per il futuro: credo che ci sia un grande potenziale per rendere la programmazione ancora più coordinata ed efficace, con una maggiore integrazione tra parte atletica, tecnica e gestione del calendario”.

Una tenuta non solo fisica, ma anche mentale. “Nelle gare secche, come in ogni partita, serve che il corpo sostenga la testa e viceversa. Vengo dagli sport di resistenza, dove si lavora proprio su questo equilibrio tra capacità del corpo e lucidità mentale nei momenti di fatica, e nel futsal il principio è lo stesso, anche se i ritmi e le dinamiche sono diversi. La Solarity ha dimostrato di saper stare dentro le partite, reggere ritmi e pressione, e questo per una preparatrice atletica è un segnale che il lavoro va nella direzione giusta. Lo si è visto anche nell’ultima partita di playoff contro il Pero, dove le ragazze sono rimaste concentrate e presenti contro una squadra molto forte, in un contesto esterno tutt’altro che semplice, credendoci fino alla fine nonostante la sconfitta e la conclusione della nostra avventura 2025‑2026: resta comunque una grande vittoria, individuale e di squadra, per la crescita fisica e mentale emersa durante la stagione”.

Da qui, per ripartire e migliorarsi.
“I margini di crescita sono ancora importanti, soprattutto su alcuni aspetti: qualità del recupero, cura delle abitudini tra una partita e l’altra, capacità di mantenere lucidità negli ultimi minuti quando fatica e stress sono al massimo, e un’integrazione sempre più stretta tra la parte atletica e la parte tecnico‑tattica lungo tutta la stagione. A livello personale, mi rende particolarmente felice vedere come il lavoro che tante ragazze mettono ogni giorno in allenamento si traduca in crescita reale, al di là dei minuti giocati: quello che costruiscono a livello fisico e mentale rimane loro, ed è un valore per la squadra e per la loro carriera.  E già da ora le ragazze hanno la possibilità di fare davvero la differenza nella propria preparazione atletica, con lavori mirati nel fuori stagione, per arrivare a settembre pronte, cariche e nelle condizioni ideali per esprimere tutto il loro potenziale”.

Anita Ferrante