201 espressioni d’arte. Pezzi unici e irripetibili, firmati tutti dalla stessa autrice: Luciléia Renner Minuzzo, regina (anche) del gol col suo Bitonto formato semifinale.
“Ogni volta mi sono emozionata in modo diverso, ogni volta mi ha stampato in faccia un sorriso da bambina. Non avrei mai immaginato di arrivare a segnare così tanto con la maglia neroverde (e pensare che, complessivamente, parliamo di più di 1500 reti!, n.d.c.), dopo la tripla cifra nei 5 anni con la Lazio. Di questi tempi è raro stare nello stesso posto per tanto tempo, ma io sono felice con questa squadra che mi ha dato tanto”.
Non ha mai dubitato Lucilèia. “Pur essendo un anno iniziato in modo particolare, c’è sempre stata piena fiducia in chi già c’era e poi in chi è arrivato. Pensando solo a lavorare e a ricompattarci subito, abbiamo conquistato una Supercoppa e ora siamo in semifinale. Certo - continua il capitano - i problemi legati al campo, che anche in questa settimana ci hanno costrette a perdere un allenamento importante, sono penalizzanti, ma noi ce la metteremo tutta”. Domenica Bitonto a Molfetta contro la Women Roma, mentre la seconda (ed eventuale bella) saranno a Fiano Romano. “In campionato non le abbiamo mai battute, perciò giocheremo come se fosse una finale, sperando di portarci in vantaggio nella serie in “casa” nostra”.
Missione Final Eight compiuta, intanto, per l’Under 19 di Lù, che ad Anzio giocherà per lo scudetto. “Un’altra bellissima soddisfazione: quest’anno, con la diversa formula della Final Four, ci siamo confrontate con squadre diverse da quelle già conosciute - vedi Lazio, Cagliari, CMB - e questo ci porterà ad avere più esperienza. Entreremo in campo con le stesse motivazioni avute in Coppa Italia, e cioè con la voglia di arrivare fino in fondo”.
A proposito di settore giovanile, il quinto anno di attività in Brasile dell’Escolinha Lucilèia Renner Minuzzo consacra un progetto (in gran parte gratuito) sicuramente vincente.“Siamo passati da 35 bambini a 75, e tutti con storie bellissime: c’è una piccolina, miracolata dopo un incidente stradale, che ha trovato nel futsal la motivazione per ripartire, sia dal punto di vista fisico che mentale. Sapere che lo sport sia capace di curare anche le ferite più dolorose è qualcosa che mi spinge a lavorare con ancora più impegno”.
Foto: Vanni Caputo
Anita Ferrante














