Futsal, condivisione e solidarietà: un viaggio nel “sistema Solarity” con Annalisa Bigiotti

Futsal, condivisione e solidarietà: un viaggio nel “sistema Solarity” con Annalisa Bigiotti

Dieci anni di attività tondi tondi. Tutto ruota attorno alla Solarity, squadra di vertice della Serie B con uno sviluppatissimo progetto giovanile alla base, ma fermarsi qui (anche se stiamo già parlando di qualcosa di straordinario) rischierebbe di tagliare fuori una miriade di iniziative ad essa collegate e ugualmente meritevoli: una casa-vacanza, un centro sportivo, un bar che accoglie centinaia di turisti, progetti sociali in via di sviluppo e tanto altro ancora. Un vero e proprio "sistema Solarity" con una stella più grande e luminosa, e altri pianeti vicini, ugualmente affascinanti.

Siamo tra Talamona e San Martino in Val Misino, a far da cornice ci sono montagne meravigliose e verde tutt’intorno. È da qui che ci risponde Annalisa Bigiotti, sulla carta presidentessa, ma di fatto anima pulsante del club giallonero. Difficile racchiuderne il profilo in poche parole, partiamo dal presupposto che la prima usata è sbagliata. “Presidentessa? L’altro giorno ho fatto da idraulico, venerdì sarò dietro il bancone del bar dalle 7 del mattino. Poi un salto alla casa-vacanza nella quale abbiamo ospitato le squadre giovanili dell’Ucraina e nel week end ci sono i playoff”. Insomma, Annalisa si adopera al 100%, ma con una missione ben specifica: la felicità delle altre persone. Da una passione privata, il paracadutismo, è nato il suo lavoro di videomaker: ha iniziato facendo video aerei dei lanci altrui, un’attività particolarmente coraggiosa che le è valsa le chiamate di Rai e Mediaset, e che ha poi trasformato passando nel settore wedding. Saprebbe reinventarsi ovunque, Annalisa. “Purché si tratti sempre di raccontare emozioni, è solo una questione di sensibilità”, assicura. E condivisione.

Nasce da qui, infatti, il progetto “La pace si gioca”, attraverso il quale Bigiotti e il suo braccio destro Monica Vauthier hanno ospitato due squadre di futsal femminile provenienti dall’Ucraina. “È stata un’esperienza alla quale hanno partecipato tutte le nostre ragazze, cucinando, servendo ai tavoli e organizzando giochi. Mercoledì scorso c’è stato un torneo con la nostra Under 13 ed è stato un momento molto bello: pur senza parlare la stessa lingua e pur in un’età in cui c’è tanta timidezza, a fine partita erano tutte insieme, felici e sorridenti. E a loro si è unita anche la nostra Under 17. Non riesco neanche ad immaginare la situazione che c’è ora in Ucraina: vederle ripartire è stato triste, ma l’atmosfera qui è stata magica e spensierata”.
La Solarity, in fondo, vuole essere questo: un posto in cui sentirsi a proprio agio. “Se ci pensi, Solarity è una parola che non esiste. Ma rimanda a tante cose positive: siamo orgogliosissimi della nostra terra e lo sport è uno dei modi in cui possiamo valorizzarla”.

Anche Annalisa ha giocato a pallone: prima con i cugini sotto casa, poi a calcio a 5 in una squadra di Serie D maschile. “Avevo 16 anni. Nessuno pensava che il mio tesseramento sarebbe stato accettato, ma quando è arrivato l’ok dalla Federazione, sicuramente per errore - ride -, al campo era pieno di giornalisti che volevano intervistarmi”. Il tempo passa, ma il futsal (stavolta in una squadra femminile) rimane una passione senza limiti. "A 8 giorni dalla nascita del mio secondo figlio - e vi assicuro che non è stato un parto facile -, con 11 chili in meno, sono tornata ad allenarmi, e 27 giorni più tardi ho iniziato la stagione. Praticamente tra un campionato e l’altro ho fatto un figlio, e l’intervallo delle partite lo passavo allattando”, ride. La maternità non le ha tolto, però, quel pizzico di sana follia. “Ricordo ancora un gol in rovesciata in un 3-1 contro il Lecco, gara vinta con una mia doppietta. Non riuscivo a rialzarmi perché ero sommersa di abbracci. Il calcio a 11 non mi ha mai fatto impazzire, a differenza del futsal: dipendesse da me, giocherei ancora. Ogni tanto in allenamento una partita me la faccio, ma con la promozione in B gli impegni si sono moltiplicati: io e Monica abbiamo deciso di fondare una società nostra perché entrambe amiamo lo sport e il suo aspetto sociale, portarla avanti come intendiamo noi, però, richiede tantissime energie”.

Basti pensare al prossimo fine settimana: sabato pomeriggio, in Veneto, l’Under 17 affronterà la finale playoff contro il Dueville e domenica la prima squadra se la vedrà con l’Atletico Taurinense nella gara secca del primo turno di playoff.
“L’Under 17 ha concluso il campionato da imbattuta, è composta quasi per intero da ragazze che si allenano anche in Serie B e che sono cresciute tantissimo grazie al lavoro di Tytova e Dimaria: sarebbe un peccato non chiudere in bellezza, anche perché l’anno scorso - sempre contro il Dueville - abbiamo perso la finale Under 15 ai rigori per un solo gol e tra le lacrime. Per quanto riguarda la Serie B, abbiamo già incontrato e battuto la Taurinense la settimana scorsa, ma ora sono tutte finali e noi dobbiamo schiacciare il tasto reset. La settimana trascorsa con le squadre ucraine ci ha permesso di fare ancora più gruppo e in più abbiamo recuperato qualche acciacco. Il resto lo dirà il campo, ma siamo cariche”.

Foto: Annalisa Bigiotti
Anita Ferrante