Ci sono ruoli, all'interno di una realtà sportiva, che non fanno rumore. Non si vedono, non appaiono nei titoli di giornale, non sono quasi mai oggetto di intervista ma sono di fondamentale importanza per la vita della società. Sono tutto quello che c'è dietro, una squadra nella squadra, che fa in modo che i giocatori possano concentrarsi nel loro lavoro con serenità. Un lavoro dietro le quinte imprescindibile.
Nel Cmb, tra i "giocatori" di questa squadra organizzativa, si distingue senza dubbio Carmine Querciola. Per lui non c'è un'etichetta precisa, non c'è definizione. Lui c'è sempre, a disposizione. Dal magazzino alla logistica all'organizzazione dei viaggi, non si tira mai indietro quando c'è da lavorare.
Carmine è un salandrese doc, uno che si è allontanato dal suo paese per un po' ma poi è tornato a casa, un richiamo al quale non ha potuto resistere. Da qui, vista proprio la natura delle dinamiche di un paese come Salandra, non poteva che giocare la sua parte negli ingranaggi del CMB. "Sono tre anni che seguo questa società - dichiara Querciola -, dall'anno della Serie B. Purtroppo tra il lavoro prima e il mio vivere fuori dopo, mi sono appassionato a questa realtà più tardi rispetto alla sua nascita". Da appassionato ad aggregato è stato un attimo. "Bisogna dire grazie ad Antonio Giannini, un amico, che mi ha coinvolto. Da lì è stato un crescendo di senso di appartenenza. Vivendo poi la realtà del paese tutti insieme, giocatrici e staff, si è sempre creato un ambiente piacevole che ha contribuito ad alimentare l'amore per questi colori".
E dire che di calcio, Carmine non ne ha vissuto molto. "Da piccolo giocavo, come fanno un po' tutti i bambini ma nulla più. E' uno sport che mi piace ma è stato solo con il calcio a 5 vissuto in prima persona che mi sono appassionato. Se avessi avuto modo di conoscere la realtà del CMB dal suo inizio, sicuramente mi sarei dedicato prima di quanto ho fatto. La cosa importante per me però - sottolinea - è esserci adesso, in ogni modo che posso".
Una simbiosi biancoazzurra, che fa faticare, a volte inalberare (diciamocelo, organizzativamente non è sempre tutto rose e fiori), ma fa vivere in modo pieno una realtà che prende tutto il corso della vita. "Assolutamente. Per me il CMB è davvero una seconda famiglia, per la quale do tutto quello che ho, cerco di essere il più possibile presente e dare una mano a tutti. Spero che tutto questo duri il più a lungo possibile".
Anche perché, innaffiare la quotidianità con le emozioni che il futsal sa dare è qualcosa che, in fondo in fondo, crea un po' di dipendenza. Le gioie che sono arrivate e stanno arrivando inoltre, sono come benzina nel serbatoio. "Di momenti belli ce ne sono stati tanti fino ad ora. Penso alla promozione in Serie A ad esempio, una grandissima emozione. Se consideriamo poi tutte le persone che ho avuto la fortuna di conoscere, non posso che essere felice". Ma, anche Carmine ora sa che il sapore della Coppa Italia ha qualcosa di eccezionale. "L'esperienza vissuta a Roma è stata meravigliosa. Un evento gigante, coinvolgente, emozionante. Vincere poi è stato qualcosa di magico. Tornare a Salandra con la Coppa Italia è indescrivibile. Bisognerebbe esserci per capirlo".
Ma il campionato non è ancora finito e la voglia di gioire ancora è tanta. "Non dovrei neanche dirlo per scaramanzia - ammette Querciola - ma mi aspetto tutto quello che si può raggiungere. Le ragazze formano una squadra eccezionale, così come l'anno vissuto fino ad ora. Se davvero si arrivasse fino in fondo potremmo dire - conclude - che sarà stato un anno indimenticabile".
Foto: Marinella Pandolfi
Federica Lattanzio















