Un domani sarà fisioterapista o magari medico sportivo. Ma non prima di aver fatto un bel po’ di strada nel futsal, come professionista. Alessia De Luca sta facendo di tutto per riuscirci e i primi traguardi sono arrivati: le convocazioni (a soli 17 anni) in Serie A contro Kick Off e Bitonto, per esempio. Senza dimenticare il ruolo da protagonista tra i pali dell’Under 19 dell'Audace Verona, formazione della quale è anche vice-capitano.
“La massima categoria vista da vicina? Vanno velocissime”, dice di getto.
Deve ancora farci l’abitudine, ma è per arrivare a quei livelli che si allena seguendo la passione di famiglia: il papà, volontario presso alcune associazioni, è un grande organizzatore di tornei di calcio. E, tra un campo e l’altro, Alessia e sua sorella gemella Giulia, di 5 minuti più piccola, si sono innamorate naturalmente del pallone. Ma è la mamma a non perdersi neanche una partita, tanto che era anche a Milano a fare il tifo. “Per me è come una migliore amica: ho un rapporto bellissimo con lei. Ci supporta sempre, anche quando le partite non vanno come speravamo, e spero di averla al mio fianco in tutto il mio percorso futuro”.
Portiere e attaccante: la coppia perfetta. Nei primi anni si sono allenate con sfide casalinghe, poi l’approdo al calcio a 11 per ben 5 anni. È stato a causa di problemi organizzativi che le gemelle hanno provato il futsal, entrando a far parte dell’Audace Verona.
“Per fortuna! Ci si è aperto un mondo. Ci siamo appassionate al punto che il calcio a 11 non ci piace più”. Musica per le orecchie del club rossonero, che ha due gemelle d’oro per ogni categoria: le Barban in A, dove ogni tanto è passata anche Alessia, e le De Luca in Under 19. “Credo di essere un portiere moderno perché mi piace giocare anche con i piedi, però faccio un po’ di fatica sui palloni alti. Marta Verdù e Lucia Zardini (colleghe di reparto, n.d.c.) mi aiutano tanto e allo stesso tempo mi fanno ridere, sto molto bene con la squadra. Giulia - continua - è molto migliorata rispetto a due anni fa, sia nei fondamentali che nella fisicità. E poi ha un tiro davvero forte, parola mia che in allenamento devo metterci le mani”, ride.
Torna seria, però, quando si parla del prossimo turno in casa dell’Aosta capolista, che chiuderà la regular season dell’Under 19. “Dall’altra parte c’è una giocatrice in particolare che è molto brava tecnicamente, ma ci stiamo preparando bene e penso che potremmo riuscire a strappare tre punti”. Tra poco più di un mese, invece, sarà il momento della Coppa Italia conquistata proprio ai danni della capolista aostana. “Sono arrivata in questo gruppo l’anno in cui abbiamo vinto tutto: ho iniziato guardando dalla tribuna fino ad arrivare a esserci davvero e sono molto contenta del mio percorso. Pensare di giocare una Final Four da titolare mi mette un po’ di ansia, ma è molto di più l’adrenalina. Se nella passata edizione non è andata come speravamo, ora - proprio per questo - abbiamo ancora più fame: le aspettative sono alte, spero di dare il massimo e riuscire a farmi notare. Questa società mi sta trattando benissimo e io voglio ricambiare”.
Foto: Maddalena Oldrizzi
Anita Ferrante














