Tre viaggi, tre vittorie. Ibra dirige l'orchestra, Montauro mette il sigillo e gli Orange conquistano Cesena. Chissà cosa avrebbe pensato Raoul Casadei, il re del liscio romagnolo, vedendo gli Orange arrivare a Cesena e imporre il proprio ritmo. Perché in Romagna la musica è una cosa seria, ma questa volta a dirigere l'orchestra sono stati gli uomini di Patanè, con Ibra a far cantare la fisarmonica e Montauro a scandire il tempo. Tre trasferte, tre vittorie: una tournée senza stecche, almeno lontano dal PalaBrumar.
L'Orange Futsal Asti conferma la propria vocazione corsara e torna dalla Romagna con altri tre punti che la proiettano in una posizione di classifica decisamente al di là delle aspettative. Un piazzamento che, tuttavia, non è frutto del caso, ma racconta la qualità di un gruppo cresciuto nel corso degli anni, capace di adattarsi con intelligenza, spirito di sacrificio e una buona dose di personalità a un campionato di livello decisamente superiore. La trasferta romagnola porta in dote un morale alle stelle, una tripletta di un Ibra sempre più padrone della classifica marcatori del girone e una compattezza difensiva che, fatta eccezione per qualche apprensione nel finale, rende particolarmente dolce il viaggio di ritorno.
Il primo tempo scorre su ritmi piuttosto blandi, con le due formazioni attente soprattutto a non concedere spazi. Gli Orange, però, crescono con il passare dei minuti e proprio quando l'intervallo sembra destinato ad arrivare in pareggio (sigillo di Angelino), ecco il guizzo di Ibra, che a meno di sessanta secondi dalla sirena si inventa la giocata del vantaggio. La ripresa, pareggio di Traversari a parte, è un monologo astigiano. Ibra sale nuovamente in cattedra e firma altre due reti, mentre l'algoritmo Orange Montauro trova dalla distanza il sigillo che sembra mettere definitivamente in cassaforte il risultato. Ma il Cesena non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca. I romagnoli gettano il cuore oltre l'ostacolo, approfittano di qualche disattenzione e riescono a ricucire il triplo svantaggio, trasformando gli ultimi minuti in una prova di nervi per gli uomini di Patanè. A due minuti dalla conclusione, però, l'espulsione dell'uomo di punta cesenate limita le possibilità di rimonta dei padroni di casa e permette agli Orange di amministrare il vantaggio fino alla sirena conclusiva.
La classifica, intanto, recita dodici punti. Un bottino che certifica la bontà del lavoro svolto e la maturità raggiunta da una squadra che ha imparato a soffrire senza perdere la propria identità. Ora, però, bisogna sfatare il paradosso di questo avvio di stagione: l'Orange viaggia come un treno lontano da Asti, ma deve tornare a fare punti anche al PalaBrumar. E l'occasione arriverà proprio nel pomeriggio della notte delle streghe, quando ad attendere gli Orange ci sarà il Lecco. Un avversario tutt'altro che accomodante, per una sfida che promette scintille. D'altra parte, ad Halloween, tra fantasmi, streghe e sortilegi, si potrebbe spezzare l'incantesimo.
Ufficio Stampa Orange Asti














