Diana Santos, nuova sfida col CMB: “La voglia di vincere è più forte di me”

Diana Santos, nuova sfida col CMB: “La voglia di vincere è più forte di me”

Per Diana Santos il nuovo anno in Italia porta con sé una nuova sfida e nuove motivazioni. Dopo 4 stagioni straordinarie vissute con il Bitonto, e culminate con grandi successi, la giocatrice ha scelto infatti di sposare il progetto del CMB, campione d’Italia e detentore della Coppa Italia. Certo, sposare il progetto è una frase fatta, ma in fondo, di aderire ad un progetto si tratta, no?  Una scelta, quella della verdeoro, dettata dalla voglia di confrontarsi quotidianamente con alcune delle migliori giocatrici del panorama internazionale e, soprattutto, di continuare a crescere. Come giocatrice e come persona.
“Sono molto contenta di avere questa opportunità - racconta -. Qui ci sono ragazze fortissime e, a parte Renata, con le altre ho sempre giocato da avversaria. Adesso invece posso allenarmi tutti i giorni insieme a giocatrici di alto livello. È fantastico e mi spinge a crescere e a cercare di fare sempre meglio”.

Arrivare in una squadra che ha appena conquistato scudetto e Coppa Italia significa anche assumersi la responsabilità di difendere qualcosa di importante. Ma per chi ha fatto della vittoria una parte integrante del proprio percorso, questo non rappresenta un peso, bensì uno stimolo ulteriore.
“Essere in questa squadra vincente è un privilegio - dichiara -. Stare al top mi fa molto piacere, perché la voglia di alzare trofei è più forte di me. Indipendentemente da quanto ho già fatto, vincere è nel mio sangue e nel mio cuore. È quello che mi muove come atleta».
La motivazione, quindi, non cambia. Anzi, si rinnova attraverso nuovi obiettivi. E tra questi c'è anche la possibilità di lasciare un segno nella storia del club.
“Il mio obiettivo è continuare a scrivere la storia del CMB nel futsal femminile, non solo qui in Italia ma nel mondo”.

In campo sarà chiamata a dare il proprio contributo anche nella gestione del reparto difensivo, al fianco di Taty, compagna di nazionale e punto di riferimento nel ruolo. Non un "doppione", non un "cambio" ma una condivisione tattica di obiettivi e campo.
“Sono venuta qui per rendere più forte una squadra che è già forte - afferma perentoria la numero 7 -. Condividere il campo e ogni allenamento, giorno dopo giorno, con una giocatrice che ho visto sin da piccola e che sarà per sempre una delle più forti al mondo è una cosa assurda. Lei ha già vinto tanto e sa gestire molto bene la palla e i momenti della partita. Poter sfruttare tutta la sua esperienza mi farà imparare molto di più”.

Dall'altra parte, però, c'è una giocatrice pronta a mettere sul parquet tutto il proprio bagaglio tecnico, caratteriale e di realizzazione, perché Diana ha un gran vizio ulteriore: quello del gol.
“Voglio aggiungere tutto quello che sono, la mia qualità, le mie capacità, la mia forza e la mia grinta per far crescere questo gruppo e aiutarlo ad alzare altri trofei”.
Fuori dal campo, a darle forza, c'è invece la famiglia. Una presenza fondamentale, soprattutto nei momenti più difficili. “Loro sono la mia roccia. Averli al mio fianco è tutto quello di cui ho bisogno. Quando le cose non vanno troppo bene, o quando sento la mancanza della mamma e delle altre persone della mia famiglia, arrivare a casa e vederli mi dà tutto di cui ho bisogno per continuare. Vedere Benjamin che corre ad abbracciarmi quando torno dall'allenamento mi fa recuperare tutta l'energia. Sono cose che per me sono importantissime”.

Un legame con le proprie radici che quest'estate si è rafforzato ulteriormente, con il conferimento della cittadinanza onoraria nella sua città. Un riconoscimento dal valore particolare, perché arrivato proprio dalla comunità da cui è partita la sua storia.
“Per me è stato un grande onore essere riconosciuta nella mia città e avere la possibilità di raccontare un po' della mia storia, quello che ho vissuto, quello che ho passato e tutto quello che ho fatto per diventare la giocatrice che sono oggi. Poterlo fare davanti alle persone che sono più importanti per me, che hanno dato tantissimo di sé per farmi crescere e arrivare fino a qui, è stato qualcosa di indescrivibile. Non ci sono parole per spiegare questo mix di sentimenti, emozioni e felicità che ho provato in quel momento”.
C'è poi un altro elemento che racconta la sua storia e che ormai è diventato una vera e propria firma: il numero 7. Una scelta nata quasi per caso, quando era ancora bambina, ma diventata nel tempo parte della sua identità sportiva.
“In una delle prime squadre in cui ho giocato avevo alcuni numeri tra cui scegliere. Quando ho visto la 7 è nata una passione inspiegabile. Da quel momento ho sempre giocato con quel numero e, nel tempo, è diventato una parte della mia identità”.

Ora, però, è tempo di pensare al campionato. L'esordio sarà in trasferta contro il Cagliari e il CMB sa bene che confermarsi dopo una stagione vincente sarà tutt'altro che semplice.
“Siamo consapevoli che sarà un campionato diverso da quello dell'anno scorso. L'inizio è sempre un po' complicato perché stiamo tornando dalle vacanze e dal periodo di preparazione. Sicuramente saremo un po' stanche e senza ancora il ritmo di gioco ideale. Piano piano diventeremo quella squadra che tutti si aspettano di vedere, forte sia in attacco sia in difesa. Lavoreremo molto per diventare un gruppo compatto e competitivo fino alla fine.”
Perché cambiano le maglie, cambiano le compagne e cambiano le sfide, ma una cosa resta immutata: la voglia di vincere. E al CMB la nuova stagione comincia proprio da questa consapevolezza.

Federica Lattanzio

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