Quando si vince si dice che il giorno dopo sia ancora più bello. La realizzazione di quanto fatto arriva sempre dopo l'euforia, quando l'emozione si raffredda e la razionalità torna regnare. Due giorni dopo, nel momento in cui il fluire della vita è tronato ad una qual certa normalità, è assolutamente più bello ancora. Moltiplichiamo ora tutto per il fattore Basilicata, e ci si può facilmente rendere conto della grande impresa compiuta in questa stagione dal CMB. En plein di vittorie in campionato, Coppa Italia e scudetto. Mai una sbavatura o uno scivolone lungo la strada. Quella che, senza ombra di dubbio, è la stagione da record delle lucane, un traguardo sportivo che può essere solo raggiunto e non superato. Un obiettivo conseguito che ha un'importanza strategica anche per la regione tutta. Insomma, meglio di così non si poteva fare. E chi meglio dell'artefice di questa favola può raccontarcela? Il fiume in piena presidente Rocco Auletta.
Come ci si sente da Campioni d'Italia? "Ci si sente benissimo - dichiara Auletta - d'altronde era il nostro obiettivo primario di stagione. Lo abbiamo dimostrato con la campagna acquisti e con ogni scelta e decisione presa fin dall'inizio". La gioia lascia momentaneamente spazio a quanto invece non è piaciuto al presidente, perché non è sempre tutto patinato in fondo. "La cosa che non mi è piaciuta è che è passata come una vittoria scontata, o quantomeno era percepita come tale dall'ambiente. Ma, ce lo insegna la storia, anche quando fai le cose fatte bene, non c'è mai nulla di scontato. Lo scorso anno ci eravamo dati appuntamento in finale con il Bitonto, ma da qui a far avverare questa previsione, il percorso è stato lungo. Bisogna fare i complimenti alle avversarie, dalla società allo staff alle giocatrici ma, soprattutto, devo invece dire un grazie enorme alle mie ragazze. La partita di domenica era la più difficile in assoluto da giocare perché la condizione di partenza era diametralmente opposta".
Lo sa bene Auletta che ha sofferto per 40 minuti in solitaria, senza avere idea del tempo, solo sotto il tabellone, quasi fosse un guerriero giapponese, stoico.
"Il Bitonto è arrivato a disputare la finale scudetto con più leggerezza mentale. Sia chiaro, non per il valore della rosa, ma per le diverse aspettative che gravavano sulla squadra. Potevano vincere così come potevano perdere. Noi invece "dovevamo" vincere, per forza. E dovevamo farlo 7-0 almeno, perché altrimenti, a detta di alcuni, non rispettava bene l'andamento del campionato. Ecco, questa è una cosa che mi ha fatto molto irritare. Perché così facendo non viene dato il giusto valore a ciò che abbiamo fatto, come se fosse una sciocchezza. E questo proprio da chi si proclama intenditore di calcio a 5. Fortunatamente non ci sono solo questi personaggi e lo dimostrano alcuni messaggi ricevuti post partita da persone che animano da tanti anni questo movimento, segno che davvero qualcosa di bello l'abbiamo fatto. Sia per noi che per il territorio".
La soddisfazione è dilagante per il presidente Auletta, anche a dispetto di quella categoria di personaggi a rimbalzo controllato che sanno sempre tutto. "Questo mondo mi fa impazzire. Qui ci sono persone che, a detta loro, sanno il tuo budget, sparano numeri clamorosi facendoti i conti in tasca. Ci sono poi i veggenti, che sanno già come andranno a finire le cose senza mai azzeccare nelle loro previsioni. Inoltre, c'è sempre il leitmotiv del "il CMB ha i soldi, il CMB può fare" che riempie i discorsi. No, no e ancora no. A voi dico: non avete capito nulla". Ascoltare che a Cagliari è meglio che ci vada il CMB (sempre per una questione di soldi naturalmente) mi fa arrabbiare. Il presidente Auletta non ci sta, e su questo è categorico. "Facciamo sacrifici come li fanno tutte le squadre. Il CMB prende degli impegni, li mantiene, ma c'è un però che fa la differenza. Il CMB discute e rispetta. Per capirci, quando si sente dire "alla giocatrice x è stato dato tot", potete stare sicuri che è quantomeno la metà. Le nostre ragazze arrivano, vedono l'ambiente, capiscono dove si trovano, sanno che quando prendiamo degli impegni li manteniamo. E' per questo che quando poi ci si siede al cosiddetto tavolo delle trattative, lo si fa serenamente ma partendo da presupposti di rispetto da ambedue le parti. Dire che il CMB falsa il mercato, come ho sentito in più occasioni, non è corretto. Se poi, il sedicente veggente afferma che abbiamo speso 800mila euro di budget, semplicemente non sa quello che dice. Come non sa tutto il lavoro che c'è dietro una realtà vincente".
Che poi, si potrebbe anche affermare che è invece proprio chi promette e non mantiene a falsare il mercato. Ma non soffermiamoci ora su questo concetto, perché il presidente Auletta si scusa per le sue parole lunghe, come la stagione appena trascorsa, ma c'è ancora tanto da dire, guardando soprattutto al futuro. L'intenzione è abbastanza chiara: non accontentarsi. "Stiamo cercando di puntellare ulteriormente una rosa già importante in ruoli in cui non eravamo abbondantemente coperti. Abbiamo visto che in alcuni momenti siamo andati in difficoltà con le rotazioni e vogliamo sistemare questo aspetto, così da dare al nostro staff la possibilità di avere più lunghezza e cercare di riconfermare quanto di buono raggiunto quest'anno. Mi dispiace anche dover smentire ancora una volta i bene informati che, nella stessa stagione, hanno affermato che: dapprima non avremmo vinto nulla successivamente che invece avremmo vinto tutto e chiuso i battenti. Una doppia clamorosa smentita. Nessuno aveva la presunzione di dire che dovevamo vincere tutto. C'è stato un lavoro fatto davvero bene da parte dello staff tecnico, della società, delle giocatrici che hanno dimostrato grandissima intelligenza nel mettere a disposizione del gioco proposto tutti i valori tecnici a disposizione, testimonianza che nessuno gioca e vince da solo, anche se è il giocatore più forte del mondo. Il CMB è una squadra, composta e creata da giocatrici forti che, tutte insieme, raggiungono obiettivi importanti rispettando l'avversario. Vi dico la verità - continua il Presidente - ci sono abituato e vi racconto un aneddoto: nei primi anni di regionale nel maschile, quando costruivamo squadre forti ed importanti ascoltavo sempre "questi l'anno prossimo non si iscrivono", poi vincevamo e nella categoria superiore lo stesso puntuale ritornello. Risultato? arrivati ad un certo punto non lo hanno detto più. Ecco, probabilmente un giorno potrebbe succedere che per motivi diversi la società potrebbe ipotizzare qualcosa del genere, ma lo faremo noi con la tranquillità e serenità che ci ha sempre contraddistinto. Assicuro comunque che quel giorno è lontanissimo anni luce".
Creare condizioni favorevoli, costruire cercando il meglio possibile, offrire un'identità precisa e un ambiente positivo, sono gli ingredienti che hanno reso il CMB quello che è. Il valore dell'impresa, come detto, travalica il semplice traguardo. "Entrano in gioco dinamiche a livello regionale molto importanti. Ti faccio un esempio: al mister e alle ragazze ho chiesto di darmi una mano a raggiungere risultati forti non solo per il semplice valore sportivo, ma anche per l'impatto che questi possono avere sui nuovi sponsor ad esempio. Il reparto commerciale non ha mai smesso di lavorare alla causa CMB. Vincere, li aiuta nel continuare questo importantissimo e fondamentale lavoro perché, mi preme ripeterlo ancora una volta, il CMB non "ha i soldi". Non siamo mica zio Paperone. Tutto ciò che possiamo proporre e investire è frutto di un lavoraccio come si dice".
Anche per le ambizioni di sviluppo regionale, uno degli obiettivi dichiarati da sempre dal numero uno biancoazzurro. "Se si volesse ad esempio organizzare una Final Eight di Coppa Italia qui in Basilicata, per come potrebbe essere organizzata ora tra maschile e femminile, non sarebbe possibile per una carenza di impianti. Riuscire ad avere una voce autorevole a livello sportivo, grazie ai risultati raggiunti, porterebbe di certo ad avere più possibilità anche da questo punto di vista. Noi vorremmo riuscire a creare un nuovo impianto di livello, che possa essere davvero chiamato casa e che possa contribuire allo sviluppo dello sport di tutto il territorio grazie ad una gestione aperta e favorevole alla crescita di ogni realtà sportiva".
E se invece fosse la European Women's Futsal Tournament ad essere ospitata?
"Di certo saremo una delle squadre che parteciperà al torneo ma, il sogno di organizzare una competizione di questo calibro qui da noi, sarebbe non solo qualcosa di bellissimo ma un volano ancora più importante per spingere in avanti la Basilicata. Chissà, sognare non costa nulla". E lo abbiamo visto cosa succede quando in Basilicata si sogna forte.
Foto: Federica Lattanzio
Federica Lattanzio














