La dura legge del gol, quella che spesso si trasforma nella crudele lotteria dei calci di rigore. E allora è inevitabile che tornino alla mente le note dei Pinguini Tattici Nucleari, che cantavano: “Ci vuole coraggio nel ’94 ad essere Baggio”. Una frase che torna in mente ai tifosi più giovani ma capace di unire generazioni diverse attraverso le stesse emozioni. Emozioni che, oggi, sul parquet del PalaCesaroni, sono state incredibilmente simili: tensione, speranza, attesa. Per chi tifa Bitonto, per chi vive la maglia neroverde come una seconda pelle, il pathos ha ricordato quella notte del 17 luglio 1994, quando una partita intensa e combattuta si decise ai calci di rigore. Contro il TikiTaka Francavilla, il Bitonto lotta fino all’ultimo, ma cede ai rigori dopo il 3-3 dei tempi regolamentari. È il terzo trofeo che sfuma ai rigori: dopo la finale di Champions persa al non rigore contro il Benfica nel Dicembre 2023 e la semifinale scudetto a giugno 2025 contro il Falconara, ecco il tris.
PRIMO TEMPO - L’avvio è subito in salita: al 2’ il TikiTaka costruisce un’azione corale perfetta, avviata da De Siena sulla sinistra per Soldevilla, che prolunga per Mansueto. L’assist è preciso per Bettioli, che da pochi passi non sbaglia e firma l’1-0. La reazione del Bitonto è immediata e concreta. Al 6’ nasce un’azione costruita sull’intesa tra Ghilardi e Cenedese: la numero 3 avanza sulla fascia, scarica su Cenedese e si inserisce nello spazio, ricevendo nuovamente il pallone. A quel punto Ghilardi si presenta davanti alla porta e con il mancino trova un diagonale preciso che vale l’1-1. Le Leonesse prendono campo e fiducia. Prima sfiorano il vantaggio su calcio d’angolo con Ghilardi, poi con una conclusione di Cenedese respinta da Duda dopo un’azione sviluppata con Lucileia. Il TikiTaka prova a rispondere con Mansueto, ma la difesa neroverde regge. L’equilibrio si spezza nel finale del primo tempo. L’azione del 2-1 nasce ancora sulla fascia: Cenedese avanza palla al piede e serve Bruninha, che accelera in area e finalizza al meglio l’intesa tutta brasiliana, portando avanti il Bitonto. Le neroverdi non si fermano e, a soli nove secondi dall’intervallo, trovano anche il terzo gol: su un rimpallo generato da una conclusione respinta da Duda, capitan Lucileia è la più rapida ad arrivare sul pallone e insacca il 3-1.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa il TikiTaka cambia passo e torna in partita. Al 9’ Getulio sfrutta una giocata di Mansueto e serve De Siena, che trova il varco giusto per il 3-2. Il gol riaccende le abruzzesi, che aumentano la pressione. A metà del secondo tempo arriva il pareggio: su un’azione insistita, Torma respinge un primo tentativo ravvicinato, ma la palla resta viva e Getulio è la più lesta ad avventarsi sulla ribattuta, firmando il 3-3. Nel finale entrambe le squadre cercano il colpo decisivo, ma l’equilibrio non si rompe. Si va così ai calci di rigore, dove la tensione diventa protagonista assoluta. Apre la serie Luciléia, ma Duda intuisce e para. Amparo porta avanti il TikiTaka. Ghilardi risponde con freddezza, poi Getulio segna ancora. Grieco ristabilisce la parità, mentre Torma si rende protagonista neutralizzando il tentativo di Bettioli con un intervento decisivo, confermato anche dal video supporto. Cenedese spiazza Duda, De Siena risponde con un tiro che bacia la traversa e si insacca. Diana Santos ha la chance di portare avanti il Bitonto, ma Duda para. Il momento è carico di tensione: dal dischetto si presenta proprio Duda, portiere contro portiere, ma Torma è straordinaria e respinge. Si va a oltranza. Bruninha segna, Mansueto risponde. Nicoletti non sbaglia, Soldevilla replica all’incrocio. Poi l’episodio decisivo: il tentativo di Abbadessa termina fuori. Guidotti non trema e realizza il rigore che chiude la sfida sul 9-8. Resta l’amaro per un’eliminazione arrivata al termine di una gara giocata alla pari e decisa da dettagli sottilissimi. Si chiude così il cammino del Bitonto, campione delle ultime tre edizioni della Coppa Italia, al termine di una battaglia sportiva che conferma ancora una volta il valore e l’identità di questo gruppo.
Ufficio Stampa Bitonto













