Che beffa per il Pordenone. Avanti 4-0 in casa dell’Olympia Rovereto, i neroverdi si fanno raggiungere sul 4-4 a 2’’ dalla sirena, prolungando così a quattro i turni senza successi.
PRIMO TEMPO - Gara che stenta a decollare nel primo tempo, quando di fatto non si contano vere e proprie occasioni degne di nota per tutta la prima metà. Solo dopo il giro di boa i ritmi si alzano, ed è per merito del Pordenone. A 12’07’’ Koren, al rientro dalla squalifica, libera il rasoterra dalla trequarti destra, trovando l’interno del secondo palo in mezzo a una selva di gambe. Cinici, gli uomini di Hrvatin approfittano subito, a 13’46’’, di una disattenzione difensiva dei padroni di casa al rientro dal time-out per infilare il raddoppio. Illuminante la rimessa di Della Bianca per Grzelj, che a centro area batte a rete: Ceschini rimedia, ma nulla può sul successivo tap-in in scivolata di Štendler. Frastornata, l’Olympia ci prova quindi di rabbia a 14’42’’ con un bel rasoterra di Silon dalla sinistra, deviato in corner da Vascello; seguono due calci d’angolo con altrettante conclusioni di Amin Moufakir e altrettante parate del capitano neroverde a salvare il risultato. Nel frattempo il Pordenone continua a fare la sua partita di rimessa, trovando a 15’37’’ un tris non esente da polemiche. Su un contropiede di Langella, infatti, Della Bianca inganna di tacco a centro area Ceschini, che sporca la conclusione in qualche modo, liberando la porta, secondo la terna arbitrale, solo dopo che la sfera ne ha varcato la linea. Il portiere protesta, il centrale neroverde esulta: in ogni caso la rete viene convalidata.
SECONDO TEMPO - L’intervallo non cambia l’inerzia dell’incontro, che si apre con un’Olympia più manovriera nelle intenzioni e un Pordenone fermo nel proprio copione. A 1’19’’, così, le reti di vantaggio diventano quattro, quando Štendler irrompe in area su una punizione di Koren, eludendo tutti e infilando sul primo palo. I trentini cambiano il portiere, inserendo Santoro, più abile coi piedi, per giocare da quinto di movimento, e solo a quel punto qualcosa cambia. A 5’35’’ Rafinha calcia due volte a centro area: la prima finisce addosso al compagno Fusari, il cui assist involontario propizia la seconda, vincente. Fin lì il Pordenone non si scompone. Solo a 10’41’’ i padroni di casa ritrovano realmente coraggio, quando il divario è dimezzato. Su una conclusione da fuori di Santori, Vascello respinge, ma è ostacolato da Štendler nel tentativo di bloccare: sul pallone sbuca Silon, che fa 2-4. Passano 33’’ e Thyago infila sul secondo palo un pallone dalla sinistra di Hassan Moufakir. Hrvatin prova a rasserenare i neroverdi chiamando il time-out, ma al rientro servono tre super interventi di Vascello su Onzaca (11’32’’), Rafinha (12’21’’) e Fusari (13’58’’) per mantenere il vantaggio. Poi la gara si riaddormenta e pare fatta, ma non è così. Tutto sfuma a 2’’ dalla sirena: Fusari in area per Silon e appoggio per Thyago, al secondo tap-in di giornata. E in bocca resta solo l’amaro.
Ufficio Stampa Pordenone














