Giorgia Manolio studia da grande col CMB: "Qui per essere la migliore versione di me stessa"

Giorgia Manolio studia da grande col CMB: "Qui per essere la migliore versione di me stessa"

Il 2011, per quelli di noi un po' più maturi, viene ricordato come l'anno della primavera araba. Rivolte, tumulti, proteste, alla ricerca della libertà, sì possiamo ridurre tutto a quattro parole. Viene ricordato anche per il disastro di Fukushima, a seguito della tzunami che ha travolto la città. Forse non il massimo per riportare alla mente questo determinato anno.

Di certo però nel mondo qualcosa di bello è pure successo, per forza di cose. Ed è così che nella primavera, una delle quattro stagioni in cui si divide l'anno e che scandisce i momenti fisiologici del giro della terra intorno al sole, proprio all'inizio di aprile, viene alla luce (o sboccia, per rimanere in tema) Giorgia Manolio.

Giorgia è una ragazza solare, è ariete, ma è gemella di suo fratello. Nasce a Policoro, il suo colore preferito è l'azzurro come il mare e preferisce ascoltare musica di un'epoca non sua. Non del tutto almeno. Giorgia si appassiona fin da subito allo sport, al calcio in particolare. Conosce questo mondo andando dietro al fratello gemello. L'ha sempre seguito ed è così che le prime esperienze con il pallone arrivano su un campo all'aperto.

"Il futsal mi ha sempre appassionato - dichiara Giorgia Manolio - ma non mi sono mai informata al riguardo, giocando sempre a calcio a 11, sport di mio fratello. Quello a 5 invece l'ho scoperto da sola, praticamente guardando le partite sullo smartphone". Anche perchè Policoro non è esattamente la città più scevra di futsal del Paese. Il PalaErcole è stato teatro di grandi competizioni. Ma ci arriverà Manolio, prima come spettatrice di una partita della Nazionale maschile e poi con il CMB. "Quest'anno è stata una fortuna: mi è arrivata la notizia che si sarebbe creata una squadra di futsal femminile under 19 e ho deciso di cogliere al volo l'occasione". Con buona pace dei chilometri, degli allenamenti tardi, della fatica, e di mamma e papà che scorrazzano per le strade lucane al seguito della passione della loro Giorgia. "Sono davvero contenta della scelta che ho fatto - sottolinea - mi sta dando tantissimo questa esperienza". Riuscire a farmarsi, a 15 anni, e riflettere su cosa stia accadendo nella propria vita non è così scontato. Ci vuole una buona dose di maturità che Manolio porta con sè da sempre.

"Ho scoperto tantissime cose su di me da quando mi alleno e gioco con il CMB. Innanzitutto, ho capito di essere molto più determinata di quello che pensassi. Ci sono stati momenti difficili in questi mesi: allenamenti pesanti, partite complicate. Proprio quando pensavo di non farcela, che questo sport non facesse per me, invece di mollare, ho imparato a stringere i denti e andare avanti. Ho scoperto anche - continua la numero 21 - quanto per me sia importante il gruppo: stare con le mie compagne, condividere fatiche e soddisfazioni, mi ha fatto capire quanto il lavoro di squadra sia fondamentale non solo in campo, ma anche nella crescita personale. Invece, come giocatrice, mi sono resa conto di avere ancora tanto da fare". Il percorso è all'nizio e, anche se il campionato chiede prestazioni di livello per poter vincere le partite, la parte della formazione è ancora più che centrale. "Sto acquisendo più sicurezza nelle mie capacità, ho imparato ad ascoltare i consigli dell’allenatore e a trasformare gli errori in occasioni per crescere. Ogni allenamento mi ha insegnato qualcosa: a essere più concentrata, più responsabile e più consapevole del mio ruolo in campo.
Questo percorso con il CMB mi sta aiutando a crescere ogni giorno, a credere di più in me stessa e a capire che con impegno, sacrificio e passione che  si possono raggiungere traguardi importanti".

Sempre con il fratello accanto. "Assolutamente, lui viene a tutte le mie partite e mi sostiene. Così io per lui. Per questo posso solo ringraziare i miei genitori che non mi hanno mai ostacolata, anzi. Mi hanno sempre detto che avrei dovuto fare ciò che mi rendeva felice e per me, la cosa più bella del mondo è giocare a calcio e stare con la mia famiglia". Meglio di così...

Decisamente invidio e rispetto i genitori che in un mondo come questo decidono di "metter su famiglia" e fanno di tutto perchè le loro creature diventino la versione migliore di se stesse possibile. Non è facile nè scontato il risultato. A voi, chapeau. Siamo noi, che a vario titolo invece siamo, stiamo e narriamo questo sport, a doverci ricordare della responsabilità che abbiamo verso chi di affaccia al calcio a 5 oggi. Perchè c'è chi, come Giorgia Manolio, ci sta mettendo tutto l'impegno possibile per arrivare in alto. "Quanta strada che ho da fare per diventare una giocatrice esperta - riflette la giovane policorese -. Ho avuto l'opportunità di fare qualche allenamento con la prima squadra ed è stato allo stesso tempo bellissimo e tostissimo. Arrivare a queli livelli richiede impegno, dedizione, sacrificio, tutto quello che si ha e che si è. Se riuscirò ad arrivarci, avrò realizzato il sogno che ho da quando sono piccola".

Ma nell'oggi e nel qui, il focus è totale. Perchè, occhei chi vogliamo diventare da grandi, ma la differenza è chi vogliamo essere oggi e Manolio dubbi non ne ha. "Voglio essere una persona che crede di più in se stessa, che non si lascia bloccare dalle paure o dai dubbi. Oggi voglio essere qualcuno che onora i sacrifici dei suoi genitori, tutto quello che hanno fatto e continuano a fare per me. Non dando a loro solo risultati, ma impegno e costanza . Voglio essere una figlia che li rende orgogliosi,  per la determinazione e il cuore che metto in ogni cosa. Oggi voglio essere la versione migliore di me stessa, passo dopo passo".

Noi, a vario titolo, possiamo solo cercare di non deludere questa nuova generazione.


Federica Lattanzio