Tre sconfitte del Borussia, tre vittorie del Nazareth ed eccolo catapultato in testa alla classifica, con quattro punti di vantaggio. Se a Renzo Rocchi glielo avessero detto tre settimane fa, probabilmente non ci avrebbe scommesso un euro. Non tanto sulle sue ragazze, ma sul crollo delle dirette antagoniste. Ma tant'è: “Fa un bell'effetto guardare tutti dall'alto – dice l'allenatore –. Vertigini? No, non ce le abbiamo. Abbiamo iniziato questa stagione con l'obiettivo di vincere il campionato, ora ci godiamo questo momento”.
ROCCHI - Dal 4 gennaio, giorno della semifinale persa in Final Four di Coppa Lazio, ad oggi, il Nazareth non si è più fermato, inanellando una serie di sei risultati utili consecutivi: “A volte le sconfitte servono a qualcosa – sorride Rocchi – da quel momento in poi ci siamo rimessi a lavorare, puntando tutto sul campionato, che è ormai l'unica strada che ci è rimasta per la Serie A”. Già, quella lettera, A, che non fa venire vertigini né mette paura alla capolista: “Sì, ci stiamo facendo un pensierino. Adesso dipende tutto da noi”.
PULCINI - Dici Nazareth e non puoi non pensare ad un qualcosa di religioso. La parrocchia è quella di Piazzale delle Gardenie, centro di aggregazione sociale in zona Centocelle: “Tre attuali giocatrici, Colucci, Pacchiarotti e Lucentini, fecero una scommessa con gli altri ragazzi dell'oratorio e crearono la società. Al primo anno di attività, nel 2008, facevamo i Pulcini – ricorda Rocchi – abbiamo giocato con i maschi fino agli Esordienti, poi siamo passati al femminile vero e proprio. Questo è il mio settimo anno in panchina, loro tre le ho viste crescere e ora, pur essendo una piccola realtà, sogniamo la Serie A”. Un pulcino che è diventato grande.
Francesco Puma














