“Prepariamo il camper?”. A Osijek, in Croazia, ci saranno anche Stefano e Paola, genitori e immancabili compagni di viaggio di Ludovica Coppari. Da Terni, dove ha iniziato a giocare a pallone, fino alla conquista della fascia della Nazionale, passando per 4 scudetti vinti con 3 maglie diverse: quella ragazza nata nella città dell’acciaio è il simbolo di un’Italia matura e consapevole. Oggi ancora di più. Tanto che a marzo, per la prima volta nella sua storia, scenderà in campo per la fase finale di un campionato Europeo.
“Tra la nostra vittoria con la Francia e quella del Portogallo sulla Finlandia, che ha di fatto certificato la qualificazione, sono trascorse ore che mi sono sembrate giorni - riavvolge il nastro Coppari -. Dover aspettare anche i risultati degli altri è stata una sofferenza. Per fortuna, però, il nostro destino dipendeva da una squadra fortissima come quella lusitana e adesso, dopo tre tentativi sfumati sul più bello, possiamo finalmente goderci questo traguardo”.
IL PERCORSO - Due vittorie e una sconfitta di misura contro la Spagna, tre volte campione d'Europa: l'Elite Round delle Azzurre ha raccolto solo consensi. “Contro la Slovenia avremmo potuto finalizzare di più e sotto questo aspetto rimane un po' di rammarico, ma si trattava dell'esordio a Lasko e dovevamo rompere il ghiaccio. Anche con la Spagna abbiamo disputato un'ottima gara: nonostante i gol subiti su errori nostri, a livello di gioco mi porto a casa sensazioni molto positive. Non sentiamo più quel distacco che poteva esserci in passato e sono soddisfatta della prestazione”. Infine, la Francia. Una sfida da vincere a tutti i costi, con un occhio alla differenza reti e alla classifica avulsa. “C'era inevitabilmente pressione perché quel quinto gol che ci avrebbe permesso di qualificarci con maggior serenità non è proprio voluto arrivare, però siamo state brave nella gestione del match. E in più abbiamo lasciato la nostra porta inviolata. Se teniamo conto del poco tempo trascorso insieme dopo la ripartenza col ct Paniccia, tutto lascia ben sperare per il futuro”.
RECORD - Emozioni nuove, che hanno il sapore di una storia arrivata a toccare le 91 “caps”. Un record assoluto in maglia Azzurra. “Come mi sento pensando a questo numero? Vecchia - ride la classe ‘88-. Quando sono entrata in Nazionale ero la più piccola; ora, invece, di atlete giovani e talentuose ce ne sono diverse e io sono tra le veterane. Questi anni per me sono davvero volati, ma sono felice di aver accompagnato la crescita di un gruppo così bello e di continuare a farne parte. Indossare questa maglia è sempre un grande onore”.
VERSO OSIJEK - Ora Croazia 2027. Un traguardo mai raggiunto prima, che rappresenta anche il punto di partenza di una nuova sfida. “Di strada ne abbiamo fatta tantissima, ma possiamo ancora compiere quello step in più. L'Europeo sarà un banco di prova molto significativo, soprattutto per capire a che punto siamo rispetto alle altre Nazionali. Credo che abbiamo tutte le carte in regola per fare bene, ma - come sempre - conterà soltanto dimostrarlo sul campo”.
Ufficio Stampa Divisione Calcio a 5












