#futsalmercato, Pordenone: Andrea Bearzi è l'erede di Hrvatin. "Spero di far divertire"

#futsalmercato, Pordenone: Andrea Bearzi è l'erede di Hrvatin. "Spero di far divertire"

Andrea Bearzi sarà il tecnico del Pordenone Calcio a 5 nella prossima stagione, la quarta in Serie A2 Élite del club neroverde. A lui il compito di raccogliere l’eredità di Marko Hrvatin, dopo un anno trascorso alla guida delle formazioni Under 19 e Under 17.

Classe ’75, Bearzi ha alle spalle un curriculum da calciatore più che notevole, con un bagaglio di esperienza internazionale di rilievo. L’incontro col futsal è arrivato a Palmanova a 16 anni; dopodiché un lungo viavai, con tappe principali a Milano, Prato, Saragozza, Arzignano e Verona. Vasto anche il palmares, con tre scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe italiane, più una classifica cannonieri vinta con 54 gol. Il tutto impreziosito da 57 presenze in nazionale, con la quale ha disputato europei e mondiali. Da allenatore, invece, la gran parte delle tappe in Toscana, dall’esordio in serie B con l’Isolotto, fino alle due salvezze in A2 con il Prato; nel mezzo, l’ascesa con la Mattagnanese, con cui ha vinto le categorie regionali di C2 e C1, fino ad arrivare in Serie B. Infine, dopo un anno sabbatico, l’approdo al Pordenone, di cui ora allenerà la prima squadra.

Una nuova sfida, che il tecnico affronterà forte di un ambiente che già conosce. “Con Under 19 e Under 17 quest’anno mi sono trovato benissimo - rivela -. Era la prima volta che mi confrontavo con queste età e mi sono trovato a mio agio. Poi chiaramente ho già dato una mano ad allenare la prima squadra per un piccolo periodo quando mister Hrvatin ha avuto problemi familiari. Ho cercato di dare una mano, ho conosciuto i ragazzi e si è installato un rapporto buono con tutti. Tuttavia, quando il presidente mi è venuto a chiedere di prendere la prima squadra, sinceramente all’inizio non ero felicissimo al pensiero di lasciare under-17 e under-19. Poi però chiaramente conosco la società, so come lavora, so che persone sono, e conosco l'entusiasmo e la passione che ci mettono, per cui non potevo non potevo tirarmi indietro”.

Lo stesso Bearzi riconosce come una panchina in A2 Élite sia un’occasione importante. “Sono contento, entusiasta, e non vedo l'ora di iniziare perché giuro che sono carico a pallettoni”. L’esperienza con le giovanili potrà servirgli anche per valutare i giovani da inserire in prima squadra. “Di qualità ce n'è tanta sia in Under 19 che in Under 17 - sottolinea -, e sono anche, tra virgolette, ragazzi bravi e seri. Chiaramente ci vogliono tante componenti per giocare in prima squadra. Personalmente spero quest'anno di portarne il più possibile, che siano pronti, che abbiano voglia, perché oltre al talento ci vuole anche sacrificio, dedizione, voglia di spaccarsi la schiena. Per chi mi dimostrerà questo, le porte saranno aperte. Poi io sono il primo a dare possibilità ai giovani, perché è giusto che sia così, come è stato per me all’epoca”.

Che campionato attende il Pordenone? “Stiamo ancora preparando la squadra - ammette il tecnico -. Mister Hrvatin ha lasciato un ricordo incredibile. Io spero di far divertire la gente in quello che sarà un campionato difficile. Il livello dell’A2 Élite è alto, c'è tanta intensità e ci sono tante squadre attrezzate. Noi cercheremo di affrontare con lo spirito giusto tutte le partite, con l'obiettivo di fare risultati, ma soprattutto, come detto, di far divertire tutta la gente che viene a vedere il Pordenone”.

Se gli si chiede qual è la sua idea di futsal, Bearzi spiega come il gioco venga dopo la squadra. “Dopo che l’avremo allestita vedremo le caratteristiche dei giocatori e con lo staff cercheremo di trovare la soluzione migliore per far giocare i ragazzi - chiarisce -. Alla fine quelli che scendono in campo sono i ragazzi: sono quelli che hanno la visione più lucida del gioco. Noi dovremo dare un’impronta, e io spero di dare la mia il prima possibile, ovvero giocare a viso aperto, tenendo la palla il più possibile: più abbiamo la palla noi, meno possono farci gol loro. Dopodiché sarà fondamentale dare intensità, giocare in maniera il più veloce possibile”.

Fondamentale sarà l’apporto degli spalti. “Penso che la tifoseria che c’è a Pordenone si trova da poche altre parti - aggiunge -: c'è entusiasmo, c'è partecipazione… è bello. Spero che i tifosi vengano numerosi, perché sono il nostro sesto uomo in campo. Saranno fondamentali anche loro, specie nei momenti di difficoltà della partita. Mi auguro che riempiano il palazzetto tutti i sabati e che noi possiamo dar loro delle gioie, perché se lo meritano. Da parte nostra, cercheremo di fare il possibile per farli divertire”. Quindi l’invito: “Vi aspetto numerosi e forza Pordenone”.


Ufficio Stampa Pordenone