Era nell’aria già da qualche mese ma ora è diventato ufficiale: Silvano Intini non è più il presidente del Bitonto e tutta la gestione della società e della squadra è passata a Francesco Paolo Cambione, che la guiderà nei prossimi anni.
𝐒𝐢𝐥𝐯𝐚𝐧𝐨, 𝐥𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨. A𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨.
“L’ho fatto con grande sacrificio. Io ero e resto innamorato del Bitonto C5 Femminile, del progetto e delle sue giocatrici. Ma non riuscivo più a stare dietro a tutte le problematiche che una società leader come la nostra, presenta. Impegni di lavoro crescenti, sia in Italia che all’estero, impegni personali mi impediscono di avere il controllo di tutto quanto e dopo un anno difficile come quello che abbiamo trascorso ho ritenuto fosse arrivato il momento di fermarmi”.
𝐂’𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐮𝐫𝐚?
“Sì. Per un po' di tempo ho pensato che se non avessimo trovato una soluzione avremmo abbandonato la Serie A. Al massimo ci saremmo concentrati su un campionato regionale per continuare a divertirci la domenica. Ma l’ipotesi primaria era quella di fermare tutto”.
𝐏𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨?
“La città. Si ancora una volta la mia città mi ha chiesto di pensarci bene, di trovare una soluzione. Ne ho parlato con la mia famiglia, ne ho parlato con Francesco e abbiamo deciso di provare a iscrivere la squadra al sesto campionato di serie A consecutivo. Se ci pensate bene son sei anni che investiamo per la Serie A. Quante altre squadre in Puglia hanno questa stessa anzianità in serie A? Pochissime si contano sulle dita di una mano”.
𝐁𝐢𝐭𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐯𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞.
“Non ce lo ha solo chiesto si è proprio mossa e impegnata per realizzare questa grande impresa. Francesco Cambione si è preso la responsabilità di coordinare gli sforzi, ci siamo incontrati più volte con alcuni imprenditori e alla fine abbiamo fatto un grande miracolo. Voglio ringraziare amici come Emanuele d’Elia, Enzo Marrone, Pino Lovero, Franco e Vito Abbondanza, Vito Taccogna, Saverio Rubino (che pure non è bitontino ma anche lui è stato contagiato dall’amore per le leonesse) che investendo in proprio e impegnandosi giornalmente hanno raggiunto questo grande risultato. Addirittura c’è stata anche una colletta organizzata da alcuni tifosi che hanno contribuito economicamente al raggiungimento del budget necessario per l’iscrizione. Devo anche ringraziare il sindaco che ci è stato vicino e ha cercato, in un momento complicato, di darci idee e consigli”.
𝐏𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚 𝐁𝐢𝐭𝐨𝐧𝐭𝐨.
“Questa è una delle molle che deve spingere la società a continuare a lungo. Inutile che ci prendiamo in giro: se Bitonto avrà un palazzetto dello sport comunale da quasi 1500 posti a sedere lo deve alle grandi imprese del calcio a 5 femminile e penso sia giusto che siano loro le prime a giocarci. Ho sofferto molto all’idea di non poterlo fare ma, come ho detto, gli impegni mi impediscono fisicamente di seguire la società. Certamente non farò mancare il mio sostegno come sponsor o i consigli se lo riterranno opportuno. E quando potrò, la domenica andrò a godermi qualche partita al palazzetto e spero presto essere a poche centinaia di metri da casa”.
𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.
“Già nella passata stagione, pure senza la mia presenza costante abbiamo terminato con una vittoria e un secondo posto, in una stagione che per tanti sarebbe stata di transizione se non addirittura fallimentare. Oramai la squadra ha una sua anima che le veterane sanno trasmettere alle nuove che arrivano. La prima scelta che è stata fatta, ripartire da Dino Guarino, dimostra gli obiettivi del Bitonto C5. Di tanto in tanto mi informo sulla nuova formazione e secondo me anche quest’anno saremo protagonisti del futsal femminile”.
𝐂’𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐠𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐟𝐟 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚̀ 𝐢𝐥 𝐁𝐢𝐭𝐨𝐧𝐭𝐨?
“Auguro loro di vivere le stesse emozioni che ho vissuto io in questi anni. Vincere è bellissimo. Rivincere è unico. Sono sicuro che daranno il massimo per mantenere in alto il nome di Bitonto”.
𝐌𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐚𝐝𝐝𝐢𝐨 𝐨 𝐮𝐧 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢?
“(Sorride). E chi lo sa. Per adesso è un addio ma la vita riserva sempre tante sorprese e in futuro, magari chi lo sa, quando vado in pensione, potrei decidere di dedicarmi di nuovo a tempo pieno alla società. Ma già l’idea di aver regalato tante gioie ai bitontini è qualcosa che mi fa partire con la serenità e l’orgoglio nel cuore”.
Ufficio Stampa Bitonto













