Un ritorno in campionato da prendere di petto: la salvezza o la salvezza. E, in tal senso, la trasferta contro il Cagliari rappresenta un crocevia decisivo per l’Audace Verona di Marta Verdù.
“Tra tutte le pause, questa è stata decisamente la più lunga: non solo perché stavolta, a differenza dell’anno scorso, non eravamo in Coppa, ma anche perché il pensiero è stato sempre rivolto a questa benedetta domenica. L’ansia c’è, ma lo spirito è quello di chi ha tutto nelle proprie mani: l’obiettivo dipende da noi”.
Le rossonere potrebbero addirittura permettersi un risultato negativo, a patto che il Montesilvano - indietro di 4 lunghezze - non faccia punti in casa Altamura. “Sinceramente pensiamo solo a noi, vogliamo scendere in campo con la giusta testa e dare il 120%. A parte l’ottima prestazione in Final Eight, il Cagliari ha sempre dimostrato tanto: nell’ultima parte è scesa un po’, cosa comprensibile dopo mesi a ritmo folle, ma ha messo in difficoltà chiunque a livello caratteriale. Sarà tosta da affrontare e lo stesso sarà per il TikiTaka all’ultima giornata. Dall’altra parte, però, so che anche noi abbiamo diverse qualità da sfruttare”.
La grinta di Spider-Verdù è sicuramente una di queste. “Non ti nascondo che è stata una stagione complessa: tante di noi hanno appena un anno di Serie A alle spalle e la mancanza di esperienza ha presentato il conto in alcuni momenti, ma quando l’organico è al completo, per quanto giovane, è assolutamente in grado di competere. Il mio anno? Il fatto di essere chiamata spesso in causa non è stato del tutto positivo a livello collettivo, ma, allo stesso tempo, mi ha permesso di mettermi in mostra e acquisire maggior fiducia in me stessa. Potrei tranquillamente ripeterti le parole di Carturan dopo la finale di Coppa persa: al di là del risultato, è stato stupendo essermi divertita a parare ed essermi messa alla prova contro le migliori al mondo. Mi sento cresciuta, ho una responsabilità diversa addosso”.
Ma a questa missione chiamata salvezza parteciperanno davvero tutte. “La sentiamo come un obbligo. Se non lo diciamo ad alta voce è perché sappiamo che c’è un unico risultato possibile. Giocatrici, staff e società: scenderemo tutti in campo sapendo che mantenere la categoria non è solo un obiettivo, ma un dovere morale”.
Foto: Kendij Visuals
Anita Ferrante
Audace Verona a Cagliari per la missione salvezza. Marta Verdù: "Doveroso raggiungerla"














